Citroën DS4 prova, scheda tecnica, opinioni e dimensioni 1.6 BlueHDi 120 CV So Chic

Nuovi motori

In attesa dell’aggiornamento previsto per i prossimi mesi (l’arrivo del nuovo navigatore con schermo a sfioramento, comparso da poco sulla C4, è dato per scontato), sulla

Citroën DS4

debuttano nuovi motori, tutti turbo ed Euro 6. Oltre al tricilindrico 1.2 PureTech da 131 cavalli e al quattro cilindri 1.6 THP da 165, si potrà così avere anche il 1.6 BlueHDi a gasolio da 120 CV, derivato dal conosciuto 1.6 e-HDi da 114 (che, per ora, rimane in catalogo), ma con ben il 50% delle componenti modificato. La novità più rilevante riguarda l’impiego del catalizzatore SCR (Selective Catalytic Reduction), che trasforma fino al 90% degli ossidi d’azoto (NOx) in vapore acqueo (H2O) e azoto (N2), innocui per la salute: questo, grazie all’iniezione di liquido AdBlue, una miscela di acqua e urea contenuta in un piccolo serbatoio separato (il “pieno” va fatto ogni 20.000 km circa, al costo di pochi euro).

Più curata che pratica

Se nella Citroën DS4, quindi, le novità sottopelle sono di rilievo, niente cambia nella carrozzeria e all’interno: a quasi quattro anni dal lancio le forme rimangono originali, grazie a una “miscela” di linee che le conferisce un look da coupé rialzata. Curate le finiture, con plastiche ben lavorate e rivestimenti in pelle con vistose impunture che, a richiesta (e pagando 3.800 euro extra), possono arrivare a coprire anche la plancia e i pannelli delle porte. Sulla ricca versione di questo test non mancano poi, di serie, dotazioni di rilievo, quali i sedili massaggianti e il “clima” bizona con funzione “rest”: se attivata, a motore spento mantiene in funzione per dieci minuti la ventilazione o il riscaldamento, permettendo così di mantenere gradevole la temperatura interna durante le brevi soste. La ricerca di originalità, però, per certi aspetti va a scapito della praticità: l’originale cruscotto a elementi trasparenti, e dotato di illuminazione regolabile su cinque gradazioni di azzurro, manca infatti del termometro dell’acqua, mentre il contagiri digitale e l’indicatore del livello del carburante difettano di leggibilità. Inoltre, lo schermo multifunzione è monocolore e poco definito. Le porte posteriori, infine, sono piccole e dotate di vetri fissi, mentre la sporgente “punta” (in cui sono inserite le maniglie) dietro questi ultimi riduce ancora, nei parcheggi stretti, il già modesto angolo di apertura.

Motore sì, manovre no

Anche nella guida la Citroën DS4 riserva poche sorprese: senza impressionare per il “tiro”, il nuovo 1.6 BlueHDi spinge quanto serve e in silenzio, specialmente dopo i 1800 giri. La vettura guidata montava, su cerchi di 18’’, larghe gomme con spalla ribassata (un optional da 600 euro): che, da un lato, assicurano un’elevata tenuta in curva (anche sul fondo viscido l’auto pare “aggrappata” alla strada), ma dall’altro non contribuiscono al comfort, perché (complici anche le sospensioni poco cedevoli) sulle asperità si “balla” non poco. Che la DS4 non rispetti il cliché della “molle” auto francese, d’altra parte, si nota anche dai comandi: lo sterzo è piuttosto pesante (la servoassistenza non è regolabile e, in manovra, se ne sente la mancanza), così come piuttosto dura negli innesti è la leva del cambio (caratteristica che, però, potrebbe essere imputabile al basso chilometraggio della vettura provata). A dispetto dei 6 cavalli in più, il propulsore aggiornato permette, secondo la casa, di consumare molto meno: 26,3 km/l (che scendono a 25,6 con i cerchi di 18’’) invece di 23,8. Noi, dopo qualche decina di chilometri fra città e percorsi extraurbani, sul computer di bordo abbiamo “letto” quasi 15 km/l.

Secondo noi

 

PREGI

> Finiture. Materiali e montaggi sono curati e, mettendo mano al portafogli, gli interni diventano davvero lussuosi.

> Dotazione. In questa ricca versione So Chic, di serie c’è molto più del necessario: anche le poltrone massaggianti.

> Tenuta di strada. Pure sull’asfalto bagnato, in curva si va “sui binari”.

DIFETTI

> Comfort. Specialmente con i cerchi di 18’’ (600 euro), le asperità del fondo stradale arrivano “senza filtri” dentro l’abitacolo.

> Cruscotto. Non dà tutte le indicazioni necessarie e, a volte, la leggibilità non è ottimale. Inoltre, il suo schermo multifunzione è monocromatico e poco definito.

> Porte posteriori. Sono piccole, si aprono poco e sono prive di vetri discendenti.

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