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Prestiti a protestati e cattivi pagatori: come ottenerlo

    Anche i “protestati” o i “cattivi pagatori” possono richiedere dei prestiti. Queste due categorie, che di solito vengono tra loro confuse, riguardano persone che non hanno potuto fronteggiare le spese di un debito. Nel caso dei “protestati”, si parla di mancato pagamento di titoli di credito, mentre nel caso dei “cattivi pagatori”, di mancate rate che dovevano essere saldate (sempre ai fini dell’estinzione del prestito). Per entrambe le categorie, sono presenti diverse soluzioni per richiedere prestiti: prestito con cessione del quinto, oppure quello con le cambiali. Per le garanzie, si parla di: firma di un garante, busta paga, oppure documenti specifici da presentare.

Protestati o cattivi pagatori: che significa

Con il termine “protestati” e con l’espressione “cattivi pagatori” si intendono indicare due categorie diverse tra loro. Va precisato però, che spesso i due termini tendono anche ad essere utilizzati nel linguaggio corrente come sinonimi. Nel linguaggio economico, sarebbe meglio distinguerli. Innanzitutto con “cattivo pagatore” s’intende indicare una persona che non è riuscita a pagare una o più rate mensili relative al debito (o ai debiti) che ha contratto. Anni fa non era possibile per i “cattivi pagatori” chiedere ulteriori finanziamenti. Questi venivano come “esclusi” per sempre dalla possibilità di contrarre ulteriori prestiti. Oggi invece è possibile anche per loro richiedere un consolidamento. Va subito precisato che prima di dare avvio alle pratiche relative a questa soluzione, la banca o l’istituto finanziario a cui ci si è rivolti provvederanno a verificare l’entità delle rate non pagate. Se esse risultano eccessive, il consolidamento sarà negato. Se invece ne mancano un paio o comunque il loro numero non è eccessivo, anche per i cattivi pagatori è possibile chiedere un consolidamento.

Segnalazione al CRIF

Oltre al livello di insolvenza del cattivo pagatore, sarà valutato anche il tipo di garanzia che il cliente sarà in grado di offrire. I cattivi pagatori ottengono una segnalazione alla CRIF, ovvero il loro nominativo viene registrato dal sistema operativo della “Centrale Rischi d’Intermediazione finanziaria”, da cui l’acronimo. La CRIF è una società privata che detiene un sistema di banca dati, che ha lo scopo di registrare le informazioni provenienti dalle banche e dagli Istituti di Credito. Qualsiasi ente finanziatore è in grado di segnalare alla CRIF, il nominativo di un “cattivo pagatore”.

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Nel caso quest’ultimo chieda un consolidamento, solo quando avrà terminato di pagare le rate previste dal consolidamento, potrà richiedere la cancellazione del proprio nominativo dalla “Centrale Rischi” e diventare nuovamente dei “buoni pagatori”.

I “protestati” invece sono coloro che non riescono a far fronte al pagamento di un debito, che doveva avvenire tramite titoli di credito.  Colui che risulta “protestato”, vedrà che il suo nominativo verrà iscritto al registro dei protesti. Quando viene emessa una cambiale con lo scopo di saldare il debito relativo ad una somma di denaro percepita da un’altra persona, se il pagamento venisse rifiutato per qualsiasi motivo, la persona che ha emesso l’assegno diventa un “protestato”.

Il registro dei protesti risulta essere un pubblico registro, tenuto dalle Camere di Commercio della zona dove si vive, all’interno dei quali vengono pubblicati i nomi delle persone fisiche e delle aziende che sono stati destinatari di un atto di protesto per mancata accettazione di assegno o di cambiale. Tale registro risulta essere pubblico, per permettere a chiunque di informarsi preventivamente sull’affidabilità o meno di una persona privata o di un’azienda. È possibile farsi cancellare da tale registro, se si effettua il pagamento per il quale si è stati protestati, entro 12 mesi dall’avvenuta iscrizione al registro dei protesti.

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Prestiti per protestati con cambiali

Nel caso si faccia parte della categoria dei protestati, risulta possibile chiedere prestiti con cambiali visto che non è possibile richiedere un normale Prestito Personale. Questa soluzione prevede il pagamento di assegni, cioè di titoli di crediti con i quali sarà possibile effettuare il pagamento per saldare il debito. Si ricorda che tale forma di prestito non è preclusa esclusivamente ai protestai, ma è possibile che venga richiesta anche da cattivi pagatori, disoccupati e da chi non possieda una busta paga. Con i prestiti con cambiali, si sceglie un tipo di prestito che non rientra in quelli “finalizzati”, cioè non sarà necessario dichiarare il motivo per cui si richiede in prestito una certa somma di denaro, e non si dovranno dare giustificazioni riguardanti le spese che si devono affrontare con tale somma. La differenza principale tra un prestito personale e quello “cambializzato”, consiste proprio nella presenza delle cambiali. Nel primo tipo di prestito invece, è necessario che le rate da saldare, vengano pagate attraverso il proprio conto corrente bancario oppure tramite rate mensili.

Nel caso del prestito con le cambiali, queste saranno la garanzia che il debitore presenterà al creditore. Il debitore inoltre, dovrà pagare mensilmente le cambiali, e se non ne dovesse pagare una, allora il creditore potrà procedere con il protesto del titolo e richiedere un pignoramento dei beni al debitore, che equivalga a saldare la cifra spettata.

 Prestiti per protestati autonomi 

I lavoratori autonomi sono una delle tante categorie che può trovarsi in difficoltà economiche. Nel caso alcuni lavoratori autonomi siano diventati “protestati” per non aver potuto far fronte al pagamento di alcuni debiti, ci sarà comunque la possibilità di richiedere un prestito. Dato che il nominativo del protestato, come già accennato, sarà all’interno del registro dei protesti, che è pubblico, la banca o l’Istituto di credito presso il quale si richiede il prestito, potrebbe rifiutare di accettare la richiesta, in seguito alle opportune verifiche condotte. Per il caso di lavoratori autonomi protestati, tale richiesta sarà più difficile da ottenere, rispetto ai lavoratori dipendenti protestati. Per questi ultimi infatti, basterà la “cessione del quinto”, come garanzia per richiedere il prestito: ovvero 1/5 del proprio stipendio sarà ceduto ogni mese alla banca oppure all’Istituto di credito, per saldare il debito del prestito. Non esisterà alcuna busta paga però, nel caso di lavoratori autonomi. Per questo, sarà opportuno scegliere il prestito cambializzato. Quest’ultimo si divide in ulteriori due tipologie, nel caso si parli di lavoratori autonomi: “finanziarie cambializzate” e “piccoli prestiti camnbializzati”.

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La differenza tra i due consiste nell’importo richiesto: nel caso di “finanziarie cambializzate” si potrà richiedere una somma di denaro superiore ai 5000 euro, mentre nel secondo caso, questa dovrà essere inferiore alla cifra indicata.

Nel caso si voglia avviare la procedura per richiedere un prestito con cambiali, prima di tutto si deve presentare un documento di identità, e successivamente anche il cosiddetto “modello Unico”, che mostra la quantità di fatturato e di utile generato dall’attività del lavoratore autonomo. Questi documenti servono alla Banca o all’ente finanziatore per svolgere le opportune verifiche e decidere se concedere o meno il prestito richiesto.

Prestiti per protestati con e senza garante

 Come già accennato, per i lavoratori dipendenti protestati, una garanzia potrebbe essere la busta paga, attraverso la quale si scalerà la cosiddetta “cessione del quinto”, al fine di pagare mensilmente il debito contratto. Nel caso però il lavoratore non risulti avere la busta paga perché risulti autonomo, oppure nel caso si parli di un disoccupato, sono presenti ulteriori alternative per mostrare una garanzia all’ente finanziatore. Una tra queste è la firma di una terza persona, di solito un parente, che farà da “garante”. Un’altra soluzione consiste nell’ipoteca immobiliare, e la terza scelta è la titolarità di una pensione (sia di anzianità, ma anche di vecchiaia oppure di reversibilità). La “cessione del quinto” è applicabile anche sulla pensione, che vale come una sorta di “stipendio”, da cui mensilmente sarà detratta una cifra per saldare le spese. Esiste tuttavia una quarta scelta, di cui si è già parlato: il prestito con le cambiali. In tal caso, la garanzia va comunque presentata, e consisterà nella presentazione del “TFR”, ovvero il “Trattamento di Fine Rapporto”, se si parla di lavoratori protestati dipendenti. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi o i disoccupati invece, dovranno presentare una polizza assicurativa sulla vita, oppure la “fideiussione personale” di una terza persona, ovvero la firma di un “garante”, come si è accennato.

Prestiti cattivi pagatori senza cessione del quinto

Nel caso si faccia parte della categoria dei “cattivi pagatori” e si necessiti di richiedere un prestito, tale richiesta sarà possibile anche senza busta paga. Come già accennato, si potrà presentare come garanzia o la firma di un “garante”, oppure un’ipoteca su un bene, che di solito risulta un immobile. Sia i protestati sia i cattivi pagatori, hanno anche la possibilità di richiedere un prestito cambializzato.

 Prestiti per protestati senza busta paga

Le soluzioni che possono essere scelte da chi risulta essere nella lista dei “protestati” ed ha bisogno di richiedere un prestito, sono le stesse dei cattivi pagatori: firma di un “garante”, ipoteca di immobili, prestito con cambiali. Di solito, quando si richiede un prestito senza busta paga e con le cambiali, la cifra non supera le poche migliaia di euro, a meno che non ci siano garanti o ipoteche. Di solito, la categoria dei “protestati”, così come quella dei cattivi pagatori, se hanno bisogno di richiedere prestiti senza busta paga, preferiscono la richiesta di finanziamento online. Questa richiesta, permette di ricevere solitamente una risposta entro 48 ore. Dopo tale termine, il cliente saprà se la sua richiesta potrà essere accettata o meno. Anche i prestiti per casalinghe sono abbastanza facili da ottenere nel caso facciate parte di questa categoria.

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