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Metro C, obiettivo Colosseo nel 2021 poi la tratta diventa un rebus

La stazione della metro C di San Giovanni è pronta. Tra qualche settimana verrà consegnata ad Atac per l’avvio del pre-esercizio ed “entro la fine del 2017” dovrebbe diventare operativa. “Oggi è un giorno di festa” le parole dell’amministratore unico di Roma Metropolitante, Pasquale Cialdini, che questa mattina ha accompagnato la sindaca, Virginia Raggi, e l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, nella “fermata museo”, per una visita in anteprima tra reperti archeologici e pannelli informativi. Un giorno di festa che arriva con sei anni di ritardo sulla tabella di marcia, dal momento che sarebbe dovuta essere operativa nel 2011. 

L’apertura della stazione di Largo Brindisi segna comunque un importante punto di svolta per la realizzazione della terza linea della metropolitana dal momento che qui ci sarà il tanto atteso collegamento con la linea A e di fatto, con l’intero sistema metropolitano romano dal quale la ‘C’ è ancora oggi separata, arrivando a caricare 150 mila persone al giorno. Con la ‘B’, se tutto andrà come previsto, l’intersezione dovrebbe avvenire nel 2021, all’altezza del Colosseo, fermata Fori Imperiali. Da qui la grande opera, la cui cantierizzazione è iniziata nel 2007, dovrebbe attraversare tutto il centro cittadino fino alla stazione Clodio/Mazzini. Eppure, ad oggi, cosa accadrà dopo il Colosseo è tutt’altro che definito. Il Movimento cinque stelle, si sa, fin dai tempi dell’opposizione, ha sempre avuto una posizione critica verso la realizzazione della grande opera. E gli occhi sono tutti puntati sulla strada che l’amministrazione guidata da Virginia Raggi deciderà di intraprendere per il futuro dell’opera. 

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A specifica domanda, Virginia Raggi, decide di non anticipare nulla: “La volontà politica di questa amministrazione è quella di garantire il miglior trasporto pubblico possibile e questo significa valutare la fattibilità di ogni tipo di progetto” ha affermato la sindaca ammenttendo di “non aver cancellato tutto il percorso storico di questo progetto”. Si espone un po’ di più Meleo: “Stiamo valutando le soluzioni tecniche per proseguire dopo i Fori Imperiali. Bisogna capire se è meglio avere un tronchino dopo Colosseo o avere una stazione e un ‘camerone’ a Venezia”. 

Un posizione che ha portato il soprintendente speciale per il Colosseo e l’Area archeologica Centrale di Roma, Francesco Prosperetti, a lanciare un appello esplicito rivolto a Raggi: “Crediamo che se si vuole risolvere in modo sostenibile il traffico e insieme la valorizzazione dei monumenti dell’area centrale sia indispensabile arrivare a piazza Venezia”. 

Cialdini però ha voluto sgomberare il campo a ogni dubbio: “L’obiettivo minimo è arrivare a piazza Venezia e il massimo è Ottaviano. Stiamo valutando il ‘come’ proseguire dopo il Colosseo, non il ‘se’ proseguire fin lì”. La valutazione è di natura “tecnico-economica” e Roma Metropolitane e Metro C, ha spiegato Cialdini, la stanno portando avanti insieme all’amministrazione. “Se ‘Piazza Venezia’ diventasse stazione di testa costerebbe molto di più rispetto a se fosse ‘passante’. Questo è uno degli aspetti in discussione, perché vogliamo utilizzare al meglio i finanziamenti a disposizione”. Se si deciderà di proseguire fino a Ottaviano, poi, “va capito se si possono costruire stazioni intermedie fino a San Pietro e se continuare con una talpa a doppia canna oppure se partire dal capolinea opposto e poi raggiungere il centro della città”. 

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Intanto anche la stazione San Giovanni aprirà senza il cosidetto ‘tronchino di manovra’ che permetterà di abbassare i tempi di circolazione. Secondo previsioni, “sarà realizzato tra un anno, un anno e mezzo, periodo durante il quale resterà il sistema attuale di scambio” che si aggira attorno ai 12 minuti. In attesa della sua realizzazione, “San Giovanni funzionerà come Lodi che non ha il tronchino a valle ma a monte: i treni torneranno indietro alla stazione di Malatesta”. L’importante, ha ribadito più volte l’assessore Meleo, “è che la stazione entri in funzione il prima possibile”. 

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